FENIXGENERATION

Dove ti può portare ad avere:

UNA SQUADRA.
Ecco la parola che dice tutto. Mi fa impressione quando sento (o leggo) parlare del gruppo. Come se andare a cena e essere amici fosse in se il segreto del successo, della vittoria. Se fosse così semplice, inviterei tutti a cena ogni sera e in vacanza ogni estate. Invece, non funziona così. È la squadra che conta. È quello che fa quel gruppo in campo che conta. È proprio lì che si vede la squadra.

IL SACRIFICIO.
Parlo di lavorare al limite dello sforzo. Quando una squadra ha lavorato duramente in allenamento, ha fatto ciò che viene chiamato sacrificio. Quelli che vogliono allenamenti blandi, senza impegnarsi non possono mai vincere. Quando allenavo sapevo che eravamo imbattibili perchè sapevo quanto sudore e quanto sangue avevamo versato in campo in allenamento. Fra l’altro, è proprio lì che si vede la squadra. Quando un gruppo soffre insieme, viene insieme in campo. Non vuole perdere, anche per il compagno.

LA GENEROSITÀ.
Parlo dell’opposto dell’egoismo. Vuol dire essere disposti a rinunciare al proprio tiro per fare un passaggio a chi è piazzato meglio. Forse arriverà un assist, forse no, questo non deve importare. Bisogna aver voglia di aiutare il compagno ovvero aiutare la squadra. Quel compagno riconoscerà il gesto e vorrà restituire il favore. Anche questo aiuta a fare squadra! Non è interessante come dare qualcosa porti ad avere qualcosa? E quando la gente è disposta a dare così, la squadra diventa imbattibile. O almeno molto difficile da battere.

LA CORALITÀ.
Una grande squadra è un balletto, una grande coreografia degna della Scala di Milano.

L’EQUILIBRIO.
Una vera squadra non è mai (o raramente) sbilanciata. Vuol dire che ognuno porta il suo mattone.

IL CERVELLO.
Qui si parla della mentalità vincente. Una vera squadra gioca anche con il cervello, spesso più difficile che giocare con le gambe, i polmoni e le mani. Io sostengo che la fatica mentale stanchi il giocatore più che l’impegno fisico. Paragono lo sforzo mentale con il dolore. Come sappiamo, un grande dolore ci lascia indeboliti, come se avessimo fatto una maratona. La grande squadra, la vera squadra, deve abituarsi all’impegno mentale. Chi riesce a usare la testa vince, chi non ci riesce perde. Chi usa il cervello sa che è la squadra che vince, non il talento.

I VALORI.
Cioè, sapere cosa fare e cosa evitare. Quindi, il campione, come la vera squadra, deve sapere ciò che è importante e ciò che non lo è. Non può intestardirsi. Certo, questo è anche cervello. Ma è soprattutto senso dei valori. Mettendo queste cose insieme, abbiamo ciò che io definisco squadra. Ho lavorato tutta la mia carriera per avere questo. Non è facile. È un lavoro quotidiano dalla parte di tutti quanti. È imparare una lezione di squadra ogni giorno.

 

E SOPRATUTTO L’ETICA.”

“Cio che dalle altre parti viene spesso a mancare”                                                           La parola etica deriva dal greco antico “ethos”, che significa caratterecomportamentocostume. A partire da questo, sempre nella Grecia antica si è iniziato a studiare i comportamenti umani e a distinguerli tra giusti e sbagliati. È nata così l’Etica intesa come quella branca della filosofia che – per dirla con le parole di Aristotele – “studia la condotta degli esseri umani e i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte“.

L’etica oggi è una dottrina che riflette sul comportamento dell’uomo, in vari campi. Negli ultimi due secoli poi, con il filosofo Karl Marx, si è arrivato a parlare di etica del lavoro: a partire da allora e dai concetti di alienazione nel e dal lavoro, è stato definito etico il lavoro che offre al soggetto la possibilità di esprimere la propria personalità in quello che fa lavorando.

Più di recente sono poi sono entrati a far parte dell’etica del lavoro tutta una serie di buoni comportamenti che i lavoratori devono tenere sul posto di lavoro, e si è arrivati a delineare un codice di condotta professionale. Ecco allora di seguito i 10 principali comportamenti etici che andrebbero rispettati all’interno di ogni organizzazione lavorativa:

1. Presenza

Sembra banale dirlo, ma un comportamento corretto implicherebbe la presenza quotidiana al lavoro. Andare a lavoro tutti i giorni, arrivare in ufficio puntuali e pianificare con anticipo le assenze è l’unico comportamento accettabile.

2. Onestà

L’onestà è da sola l’elemento capace di decretare il successo di un individuo, di una organizzazione ma anche di un prodotto. Sul lavoro bisogna essere trasparenti e leali sia nei confronti dell’organizzazione che dei i propri clienti. È importante cercare sempre di migliorarsi e imparare a mantenere le promesse fatte, ma prima ancora, promettere solo quello che si è capaci di fare.

3. Teamwork

Saper lavorare con tutti, anche con quelli che non ci piacciono, è necessario; lavorare singolarmente rende meno in termini di efficacia. Fare squadra significa anche e soprattutto valorizzare la capacità di un singolo all’interno di un team, così che possa esercitare le sue abilità e al contempo incrementare alcuni aspetti, imparando dagli altri.Questo implica però la volontà di aiutare e guidare gli altri oltre che l’essere disposti ad accettare il compromesso.

4. Apparenza

Oggi all’interno delle strutture lavorative si dà molta più libertà ai dipendenti su cosa indossare, ma continuano a esserci delle regole che vanno rispettate. Va rispettato il comune pudore, è fondamentale l’igiene personale, così come l’educazione e le buone maniere.

5. Atteggiamento

Rimanere positivi non è sempre facile, eppure è questione di esercizio. L’ottimismo è uno stile di pensiero che si può coltivare e che porta con se una serie di benefici personali e collettivi.

6. Produttività

Per essere produttivi si deve per prima cosa imparare a gestire il proprio tempo a disposizione. Per lavorare bene, nei tempi e massimizzare la propria produttività può essere utile utilizzare la tabella di Dwight Eisenhower: lo storico generale statunitense aveva trovato una maniera eccellente per ripartire ordinatamente i suoi compiti sulla base delle priorità.

7. Capacità organizzative

Nell’era del multitasking e dei mille progetti da seguire in contemporanea può essere difficile e stressante organizzarsi, con il risultato di perdere tempo e far perdere quindi denaro all’organizzazione per cui si lavora. È fondamentale imparare a organizzarsi, programmando le attività e concedendosi ogni giorno almeno 10 minuti per fare il punto sui compiti svolti e su quelli da svolgere.

8. Comunicazione

Comunicare è essenziale, la comunicazione è fondamentale nella vita di tutti i giorni e tra tutti gli individui. È importante comunicare sul lavoro e imparare a controllare gli sfoghi e gli atteggiamenti negativi (evitare di parlare male di un capo, di un collega, o dell’azienda in generale), e iniziare a trasformare le situazioni apparentemente ‘no’ in maniere proattiva e propositiva.

9. Cooperazione

Oltre al lavoro di squadra la cooperazione è data dal rispetto delle norme e politiche aziendali. È importante anche imparare a apprezzare le piccole cose e non abusare dei privilegi forniti.

10. Rispetto

Rispetto per se stessi, per i colleghi, per il management, per l’azienda tutta. Un modo per esprimere il proprio rispetto è lavorare al massimo delle proprie capacità, mostrare umiltà e voglia di imparare, non prendere le critiche sul personale, essere reattivi e pronti a migliorarsi, sempre.

e se ne vuoi saperne di più contattami.

 

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